I problemi che le persone si fanno vanno sempre in base al tipo di mentalità che hanno: un appassionato di calcio si preoccuperà se non riesce a vedere la partita della sua squadra preferita, mentre uno a cui non frega nulla del calcio non avrà problemi su quel fronte.

Poiché i problemi che una persona si pone sono sempre associati ad un concetto preesistente della propria coscienza, anche il problema in sé può essere considerato banale, e quindi risolvibile, se visto da un punto di vista esterno, che sia esso una persona estrinseca oppure il soggetto stesso che si analizza in modo obbiettivo.

Il non analizzarsi porta ad una regressione delle capacità e dell’apertura mentale, in quanto, non c’è una progressiva espansione della propria intelligenza mediante l’auto-osservazione.

Se una persona fosse talmente consapevole da riuscire ad accorgersi di questo meccanismo, potrebbe “uscire dalla mente” e andare oltre il problema; non risolverlo con uno sforzo, bensì andare oltre senza alcuna fatica e sofferenza.

Questa potrebbe essere l’unica vera soluzione ai problemi che, da quello che sembra, sono sempre diversi e temporanei, ma che in realtà sono infiniti e si ripropongono di continuo.