Un giorno due monaci zen, Tanzan e Ekido, stavano camminando lungo una strada molto fangosa. Passando vicino a un villaggio, videro una giovane donna in difficoltà, che cercava di attraversare la strada senza sporcarsi il kimono di seta. Tanzan, senza esitare, la prese in braccio e la portò dall’altra parte della strada. I due monaci poi proseguirono in silenzio. Cinque ore dopo, in prossimità del tempio che li avrebbe ospitati, Ekido non fu più capace di trattenersi: “Perché hai portato quella ragazza al di là della strada?” chiese “si suppone che noi monaci non facciamo cose simili”. Tanzan con molta calma rispose: “Ho deposto la ragazza a terra ore fa, tu perché la stai ancora portando?”.

Questa breve storia vuole insegnarci a lasciare andare il passato per godere del presente.
Tanzan è a un livello di consapevolezza tale da non identificarsi con il fatto di essere un monaco, e che quindi non potrebbe eseguire l’azione di portare la donna in spalla.
Ekido, invece, rimugina sull’accaduto per ore, vivendo nel passato e ignorando il momento presente. Inoltre è identificato con il fatto di essere un monaco in quanto è perplesso dall’azione compiuta da Tanzan.

Per concludere: in questa storia Ekido rappresenta l’uomo “nella mente”, mentre Tanzan rappresenta la presenza e la consapevolezza.